Recensione 5 di Tu non esisti

Valentina Vitale, Blog and The City, 31/01/17

“Tu non esisti” è un libro tosto, molto tosto. Questa non è una storia d’amore, ma di crudeltà, dissoluzione e sadismo, dove in confronto Christian Grey è l’uomo perfetto e ideale. Un romanzo dai contenuti molto forti: torture, violenze fisiche e psicologiche, sevizie, un vero dark, una lettura non per tutti. La vicenda prende avvio con una descrizione notturna del mare sotto un cielo stellato, un’immagine che evoca silenzio, quiete, raccoglimento, infondendo serenità insieme ad un pizzico di malinconia, idillio che viene però spezzato dalla presenza di un elemento macabro che lascia presagire qualcosa di più oscuro. Il protagonista del romanzo è uno psicopatico, un killer, un uomo il cui ruolo nella società è una recita, una maschera che viene deposta solo nella sua abitazione: nella stanza dei giochi, “la tavernetta”, che non a caso, secondo il mio giudizio, si raggiunge scendendo verso il basso come a voler rappresentare l’inferno, una stanza in cui può soddisfare i suoi bisogni perversi e malati, la sua sete di sangue, sesso e violenza; un uomo crudele e sadico che ha rapito e plasmato con il terrore, le torture e il dolore ogni vittima, per trasformarla nel suo giocattolo e ucciderla nel caso non soddisfi le sue esigenze. Attraverso questa storia conosciamo una delle sue vittime, la cui identità verrà svelata solo verso la fine del romanzo, in quanto il protagonista ha come scopo quello di annientare e creare una nuova identità, alla quale la vittima deve adattarsi e piegarsi se vuole sopravvivere. Una vita scandita da regole ben precise, in cui perfino mangiare o andare in bagno viene trasformato in una tortura, in una punizione, costantemente controllata e incatenata nei modi più crudeli e umilianti, costretta a subire interventi e a sottostare agli ordini di un pazzo, che però ha accanto a sé personaggi altrettanto dissoluti, privi di sentimento e disumani. Il titolo “Tu non esisti” è l’emblema della condizione della vittima di questa storia, una donna che vive, ma che non esiste più, in quanto la sua identità è stata distrutta. Impossibile non rintracciarvi un parallelismo con il trattamento che i nazisti riservavano agli uomini e alle donne nei lager, così come non ho potuto non notare la somiglianza, immagino del tutto casuale, tra l’incubatoio, una stanzetta piccola, buia e fetida, con lo strozzatoio del film “Matilde sei mitica”. Parallelamente alla narrazione in prima persona del killer, di cui ho cercato per tutto il romanzo di scoprire l’identità, ma che la scrittrice si è divertita a celare depistando con falsi sospettati, abbiamo la narrazione in terza persona che riguarda un gruppo, 10 amici sbandati e superficiali: Beatrice, Rebecca, Gloria, Monica, Marina, Lucia, Stefano, Giacomo, Gabriele e Niccolò, le cui vicende finiranno per intrecciarsi con quelle del protagonista. Lo stile deciso e netto rende meno cruenta la narrazione, il fatto poi che la scrittrice non indugi più del necessario sulla descrizione delle violenze si contrappone al modo di operare del killer; inoltre ho ammirato l’autrice per la sua capacità di creare un personaggio così complesso dal punto di vista psicologico. La scrittrice tuttavia ha lasciato dei dettagli ed avvenimenti irrisolti, poco chiari, che mi hanno suscitato alcuni interrogativi, Il finale invece mi ha lasciato a bocca aperta. Visto il taglio della storia in parte me lo sarei dovuta aspettare.

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Recensione 4 di Tu non esisti

E’ una storia raccontata in prima persona, una storia sconvolgente, per certi versi. Sorprendente scoprire come la mente della scrittrice si inventa tali torture. Lui, il protagonista, è un sadico, assetato di sangue, perverso, lussurioso. Gioca con il corpoTu non esisti della malcapitata “Sally”, fino a renderla un giocattolo. Carne che vive, cuore che batte, solo perché lui ancora non ha deciso di ucciderla. Ancora più sconvolgente, secondo me, l’altra figura femminile: Erika, femmina diabolica, a volte anche di più del protagonista. Un finale che speravo non fosse “quel finale”, in tutta sincerità.
Sono rimasta incollata al video per tre giorni, una pagina dietro l’altra, sperando di cogliere qualche segno di bontà in LUI, qualche tentennamento. Niente da fare, perverso e diabolico fino alla fine.
E, adesso che è finito, vorrei poter girare altre pagine. Mi manca Lui.

Merita! Leggetelo.

Allie Walker, 04/11/13

Recensione 2 di Tu non esisti


Tu non esisti

Ecco una nuova recensione per il mio libro, Tu non esisti,

pubblicata sul sito Sololibri.net 


La mente umana è il più grande mistero dell’umanità. Pensare di uccidere, torturare o semplicemente far del male a persone uguali a noi è un’idea che fa rabbrividire al solo pensiero eppure accade.

Sally è una ragazza giovane, una ragazza come tante, una ragazza che sogna l’amore, la felicità, un lavoro, una famiglia. Purtroppo il suo destino cambierà un giorno, il giorno in cui incontrerà lui… In realtà Sally non è il suo vero nome, bensì il nome datole dal suo carnefice. Un nome che evoca, in quel pazzo, ricordi piacevoli, ricordi di una ragazza che gli donava piacere, gli donava il proprio corpo, e lui si era preso anche la sua anima… Sally non c’è più, è riuscita a sfuggire alla ferrea morsa dell’assassino, abbracciando le gelide braccia della signora con la falce. Una punizione? No, puro sollievo…

Bea è una ragazza come tante, come Sally. Esce con le amiche, praticano sport, cercano il sesso e, forse, un po’ d’amore. A dire il vero Bea è totalmente inesperta negli ultimi due campi e fatica non poco a lasciare andare il suo cuore. Finché, un giorno, non conosce un ragazzo che all’apparenza è il principe azzurro perfetto: bello, elegante, romantico. Solo… forse un po’ possessivo. Un piccolo neo in un cuore puro, o una malvagità ben celata sotto la superficie sfavillante?

Cos’hanno in comune Bea e Sally? Sono vittime predestinate dello stesso gioco o, forse, per una di loro esiste la possibilità di un lieto fine?

Il mondo della letteratura non è avaro di vicende riguardanti serial-killer e psicopatici, ma una storia narrata con raffinatezza ed eleganza non faticherà a trovare spazio in un panorama così affollato. Kiara Olsen scrive con inchiostro nero ma anche lordo di sangue, descrive torture fisiche e psicologiche, sferra pugni nello stomaco a raffica, ma lo farà con un’eleganza che non farà chiudere il libro, schifati. Anzi, il ritmo narrativo vi farà girare una pagina dopo l’altra, vi sommergerà di parole fredde e bollenti, sino a una fine che vi lascerà… a questo punto lo lascio decidere a voi, ma qualcosa vi rimarrà, questa è la missione di chi scrive. Un libro da leggere in un fiato o da centellinare, a seconda di ciò che il vostro cuore e la vostra mente potranno assimilare. Amore e crudeltà che si scontreranno e lasceranno un campo di battaglia colmo di vittime e forse qualche vincitore…

Recensione 1 di Tu non esisti

Ecco a voi la prima recensione di Tu non esistiTu non esisti

E tu, l’hai già letto? Se non l’hai ancora fatto, ti consiglio di visitare questo link e di lasciarti catturare… Tu non esisti

“In una stanza buia, una ragazza aspetta nuda e legata.
L’aguzzino ha un volto e un nome, che Sally non può nominare. Anzi, a ogni richiesta di spiegazioni per essere stata sequestrata, la ragazza ottiene in cambio torture, sevizie, violenza carnale.
L’unico scopo del carceriere sembra essere quello di annullare la sua mente, di renderla succube sia psicologicamente, sia fisicamente, in una parola alienarla. E per raggiungere tale obiettivo, il boia fa leva sulla privazione di libertà e di cibo, nonché sulla costrizione a subire pratiche sessuali estreme e dolorose, unite a torture di ogni sorta, con l’intento di rendere reale il perverso ritornello che la sua psiche malata continua a ripetere: Tu non esisti.
Intanto, una compagnia di ragazzi, i quali trascorrono il tempo libero tra relax e partite di tennis presso un centro sportivo, incrocia due uomini più maturi, misteriosi e affascinanti, oscuri e intriganti. Le giovani donne del gruppo sono attratte dalle nuove conoscenze, e due di loro si lasciano coinvolgere dalla frizzante curiosità, da un pruriginoso magnetismo che le condurrà verso la scoperta di un finale inatteso.

Tu non esisti, il romanzo d’esordio di Kiara Olsen, è un thriller erotico ad alta tensione.
Il racconto si apre nella prima parte col particolareggiato tratteggio del rapporto carnefice/vittima, il perverso ritratto psicologico che delinea un uomo chino all’abiezione più totale, dedito alla sottomissione e alla percezione assoluta di sé. La trama quindi si evolve con un cambio di registro formale quando viene presentata la compagnia di amici, arricchendo la scena di nuovi colori e sfumature.
L’Autrice si rivela non solo per l’abilità stilistica di proposta del soggetto, ma anche per la capacità di tessere una trama assolutamente imprevedibile, gettando indizi al lettore qua e là nel racconto. Proprio il lettore, infatti, viene quasi sfidato nella scoperta del segreto del thriller dalla Olsen, che mostra l’originalità dello schema assumendosi l’onere di riallacciare sul finale tutti i fili sparsi tra le pagine.
Kiara Olsen costruisce l’architettura formale del testo con un sapiente lavoro di dosaggio dei vari ingredienti che spaziano dal giallo, alla psicologia, agli espliciti riferimenti carnali. Il sesso estremo, tematica fondante ma non unica nel testo, è descritto, sì, senza indugio, tabù o intento pornografico, ma anche senza lesinare dettagli, talvolta rivoltanti, peculiari di talune pratiche sessuali.
Tu non esisti è un romanzo per stomaci forti e lettori attenti, il giusto compromesso per restarne soddisfatti.”