Recensione 10 di Tu non esisti

Marina Esposito, 27 agosto 2018, Goodreads

Avevo da tempo questo romanzo ma, non avrei mai pensato fosse così cruento.
Come si può pretendere che “Tu non esisti” per un egoismo spropositato e di cercare in continuo la sua Sally.
In una fluente scrittura l’ autrice descrive i personaggi molto esaurientemente, non facendo capire chi è chi e perché si comporta così, l’unica cosa che posso dire è che ogni rigo letto era un tormentone nell’anima e nelle viscere.
È un romanzo per chi piace roba forte e riesce a resistere, io mi sono forzata in tutto pur di sapere il come e perché, arrivando alla parola fine.

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Recensione 1 di Demoniac Sex’s Symphony

Graditissima recensione per Demoniac Sex’scopertina4mani

Symphony su Parole di una dannata mente:

E’ un romanzo fantasy erotico breve edito da Damster. Una coppia di autori a me già nota per la loro narrativa scarna da artifici letterari, ma non per questo meno interessante.

Kiara Olsen mi aveva già colpito in maniera positiva con il suo “Tu non esisti”, un romanzo erotico noir che mi ha tenuta sulle spine fino alla fine. Ho adorato letteralmente “lui”, il dominante, il killer, il torturatore e tutto quello che si è inventata per coinvolgere un ipotetico lettore.

Andrea Lagrein, invece, l’ho sempre letto molto volentieri nei suoi brevi racconti, che lui chiama “frammenti di ritratto” o “acquerelli di vita reale” o “storie dalla Storia” o “nuances”; un ragazzaccio di quelli che vorresti prendere e strapazzare di coccole per via del velato e nostalgico romanticismo che mette in quasi tutto quello che scrive.

La storia in breve: Andrea è un compositore fallito, ubriacone e sessualmente insaziabile. Tanto quanto la donna che incontra una sera in un bar.  Tuttavia questa donna ha delle strane caratteristiche e si delineano man mano che si va avanti con la lettura. Il romanzo è ambientato ne “La città”, un maestoso agglomerato futuristico immaginario, che raccoglie tutto  il peggio dei nostri tempi. Da una parte la città con la ricchezza e l’ostentazione, dall’altra la povertà e le brutture di esistenze che per i “migliori” sono senza valore. La donna, Alyssia, in realtà (nella realtà futuristica descritta nel romanzo) è un “essere” che ha un appetito sessuale fuori dai normali canoni, che si vedrà costretta a inseguire un’anima, Andrea, pur di placare la propria fame; è sempre pronta a confrontarsi con qualunque tipo di problema pur di arrivare al nutrimento che brama. E in tutto il romanzo, velatamente o più evidente, c’è lui: il demonio, nelle vesti di Belial, che tira i fili di tutte le sue creature. In un crescendo di tensione, di sesso sfrenato, descritto in maniera eccelsa, di colpi di scena, si arriva alla fine in un soffio. Un finale triste e poi l’epilogo che potrebbe essere benissimo l’inizio di un nuovo capitolo.

Ho apprezzato molto il modo di esporre la storia. Scritto a quattro mani con un capitolo a testa si ha una visione della storia in due maniere ben distinte. Nei pochi capitoli scritti da entrambi la storia ha un ritmo così serrato che hai appena il tempo di riflettere  e immaginarti la scena.

“Appoggio la schiena al muro, mettendomi comoda. Le scritte pittoresche mi distraggono quel tanto che basta per impedirmi di venire troppo presto.”

Kiara Olsen nel primo capitolo delinea un po’ del suo personaggio: Alyssa. Con la sua scrittura asciutta e senza tanti fronzoli ci mette di fronte a una donna sfrontata, che fa del sesso la sua arma più affilata. Uomini o donne a lei poco importa, il suo motto sembra essere: godere a più non posso. La sua scrittura riesce a tenere il ritmo anche nelle scene erotiche, descritte in maniera piacevole, con termini che lasciano poco all’immaginazione. Tuttavia non è volgare ed è facile chiudere gli occhi, distaccarsi qualche istante e immaginare la scena. E’ coinvolgente anche quando descrive gli ambienti o gli altri personaggi del racconto, minuziosa nei particolari che non sono mai banali.

“Vent’anni fa, quando eravamo amici inseparabili, tu eri in rampa di lancio. Tutti avevano occhi solo per te. Eri l’astro nascente della musica, quello che sarebbe diventato il più grande compositore di tutti i tempi. E il piccolo sfigato Gabriel? Io vivevo nella tua ombra, ero il tuo portaborse, quello che si cibava delle tue briciole, dei tuoi avanzi, delle scopate che tu scartavi.”

Andrea Lagrein invece ci presenta il suo personaggio, che porta il suo stesso nome, come un uomo sfrontato, che nonostante il suo passato da stella nascente della musica si ritrova a subire la beffa del fallimento, sottolineata dalla figura di Gabriel, suo amico e collaboratore, che invece è diventato un leader de “La città”. La sua scrittura non si distacca molto da quella di Kiara, se non per qualche termine più ricercato, che non abbonda, ma c’è e fa la sua parte in maniera eccelsa. Anche Andrea fa uso di termini espliciti quando descrive il sesso e non sono mai fuori luogo.

Per entrambi: la storia non è banale ed scritta molto bene, coinvolgente, eroticamente interessante. A tratti è una rappresentazione cruda e drammatica di una condizione umana umiliata dalle difficoltà e dalle violenze quotidiane e caratterizzano un ipotetico  uomo del futuro, che si porta appresso i peggiori retaggi di un’umanità ormai dedita ai vizi. Il romanzo va da una narrazione che accentua le caratteristiche dei personaggi, ambienti e situazioni in maniera cruda e analitica, a una prosa più sostanziosa, intensificata da inquietudini più deliziosamente individuali.

Un romanzo dalle decise tinte forti per i contenuti erotici, ma che ho apprezzato particolarmente perché le ho sentite “giuste”. Giuste per gli argomenti e per lo stile che hanno scelto i due Autori.

Solo un appunto: avete comprato il termine “copioso” in 3×2 a qualche fiera lì a Milano? Perché quei “copioso” sono veramente tanti. E’ vero che io ormai sono in un’età che di “copioso” vedo ben poco, ma è vero anche che esiste il vocabolario dei sinonimi e contrari, nonché il tasto “cancella” in sede di revisione. Che dite? Sarà l’invidia a farmi parlare (come ha detto qualcuno commentando una delle ultime mie recensioni) oppure un po’ di ragione ce l’ho? Oppure è un must dell’erotismo e non se ne può proprio fare a meno? Il dubbio mi assale! Meglio mi sposti…