Gioia

Il profumo del mare le inonda le narici, risvegliando antichi ricordi ed emozioni perdute.
Seduta sul dondolo, Gioia osserva la luna specchiarsi fra le onde. Il chiarore che diffonde rende il buio lattiginoso e surreale, quasi un paesaggio da favola.
Gioia è nuda, a eccezione di un pareo stampato a motivi floreali che le fascia il corpo snello. Ha tirato su le gambe e appoggiato i talloni sul materassino, le cosce oscenamente aperte.
Una mano scivola lenta ad accarezzare la pelle liscia del pube, Gioia rabbrividisce.
L’altra mano indugia un poco sul petto ancora coperto, poi si infila rapida sotto la stoffa leggera, che con un fruscio si apre rivelando il candido seno.
I capezzoli, subito preda delle sue stesse dita, svettano duri nella notte stellata.
Le sfugge appena un gemito, mentre inizia a masturbarsi con lentezza, godendosi appieno la sensazione dell’orgasmo che sale imperioso, pronto a infrangersi contro gli scogli della coscienza.
Gioia sa di non essere sola, sa che gli occhi avidi di diversi ragazzini la stanno spiando attraverso la siepe che separa il suo giardino dal resto del mondo.
E proprio per questo motivo il suo piacere è così intenso e sconvolgente da travolgerla e strapparle un grido acuto.
Poi Gioia si accascia rilassata e soddisfatta, immaginando le mani scorrere lungo le giovani aste e i respiri affannosi e le fantasie indecenti scatenate dalla visione del suo corpo ribollente di lussuria.

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