Recensione 1 di Prima di ieri

Shalmira, Amazon, 13/09/16

È sempre un piacere leggere Kiara. È scorrevole, concisa, realistica, va dritta al punto ed è eccitante nel modo giusto. Riesce a rendere l’universo maschile in maniera precisa e concreta e non vedo l’ora di leggere altro di suo! In questo racconto esplora il desiderio di sottomissione di uno slave e lo fa in maniera più che soddisfacente.

Recensione 2 di Codice Orgasmo

Cliente Amazon, Amazon, 01/07/16

Decisamente inferiore a Tutti non esisti, grandissima delusione. Racconto molto breve e la metà del libro non è altro che pubblicità ad altri racconti.

Mi spiace che il racconto non sia piaciuto.
Ma di racconto, appunto, si tratta, e non di romanzo. Quindi molto breve, comprensibile già dal prezzo di vendita.
Tengo a precisare che la pubblicità alla quale si riferisce l’anonimo Cliente Amazon è una scelta editoriale, ed è stata inserita su tutti i racconti pubblicati dalla Casa Editrice ErosCultura per promuovere e far conoscere ai lettori le opere dei suoi Autori.

Kiara

Recensione 3 di Codice Orgasmo

Shalmira, Amazon, 8 agosto 2016
La trama si presta bene al genere: la poliziotta Lisa viene rapita da un branco di malviventi e sfruttata come merce di scambio. Il merito di Kiara (pseudonimo di un’autrice che conosco) è quello di riuscire a farla sembrare credibile, pur con i traumi che subisce, poiché è una ragazza disincantata e per niente svenevole (e non solo per il lavoro che fa). Ce la presenta infatti in coppia con il collega Dario, che gioca sulle avance che le fa in maniera scherzosa, sapendo bene che non avrà mai una possibilità. Anche durante i momenti più disperati lei cerca sempre di memorizzare ogni dettaglio per riuscire a incastrare i malviventi, sempre se riuscirà a cavarsela, cosa di cui non si illude, ma per la quale non perde mai la speranza. Come si capisce bene dal titolo, è un romanzo erotico, perciò lo consiglio a chi ama il genere. Innanzi tutto l’ho terminato e questo è già un punto a favore. È breve, si legge bene e non ho trovato errori (forse un refuso, ma non me lo sono segnato, quindi non era niente di che). Spesso i romanzi erotici sconfinano nel bondage estremo giocando sul dolore e qui non accade, altro punto a favore per me. Le scene di sesso sono dettagliate e hanno tutte una spiegazione, non sono buttate lì a caso, e non c’è niente di particolarmente cruento a parte la violenza che viene usata nei confronti di Lisa, ma questo fa parte della trama. Sono contenta di averlo acquistato e spero che Kiara pubblichi altro di simile.

Mulini neri

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Mulini neri.
Il titolo di questo libro, magistralmente scritto dalla mia cara amica Nina Vanigli, non lascia presagire nulla.
Se non si conosce Nina, ovviamente.
Se non si è letta la sua opera precedente, La passione di Ornella.
Perché solo in questi casi si può osare spingere l’immaginazione oltre i limiti e intuire qualcosa.
Le famiglie che abitano nei mulini neri, anziché bianchi, esistono.
La storia, ricca di avvenimenti e di intrecci non solo sessuali, conduce il lettore dove Nina vuole: a un finale inaspettato, crudo, orribilmente reale.
Leggere Mulini neri non vi lascerà indifferenti: chiudere il libro vi sembrerà soltanto un voltare pagina. Un restare in attesa.
Di un qualcosa che non potrà più essere: né sesso, né vanità, né ego mostruosi, né incoscienza, solo semplice e cruda vita che continua.
Per qualcuno.

Recensione 2 di Demoniac Sex’s Symphony

Un’altra recensione per me e l’amico Andrea Lagrein!
Grazie, Veronica 🙂
Una metafora a tinte forti
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Raramente acquisto libri di perfetti sconosciuti, come gli autori di questo libro. Ma la sorpresa e’ stata grande. Mi sono imbattuta in una metafora dei giorni nostri, anche se la storia e’ ambientata in un lontanissimo quanto improbabile futuro. L’atmosfera mi ha richiamato alla memoria le scene di Blade Runner, film che amo moltissimo. La storia e’ una sorta di thriller, ma a mio avviso non è l’aspetto fondamentale del libro. A mio parere sono i parallelismi con le negatività dei nostri giorni che emergono prepotenti da questa narrazione. Certo, e’ un libro che appartiene al genere letteratura erotica, ma secondo me va ben oltre a quest’unica chiave di lettura. Le scene di sesso comunque sono scritte in modo efficace, riuscendo a trasportare il lettore in un flusso narrativo coinvolgente. Si nota inoltre la differenza di stile fra i due autori, stili che comunque sono assolutamente complementari fra loro, facendo in modo con questo che i due personaggi protagonisti acquistino una loro fisionomia ben delineata. E il finale… beh, il finale vi stupirà. Fidatevi, davvero molto bello.
Veronica, 6 febbraio 2016

Recensione 1 di Demoniac Sex’s Symphony

Graditissima recensione per Demoniac Sex’scopertina4mani

Symphony su Parole di una dannata mente:

E’ un romanzo fantasy erotico breve edito da Damster. Una coppia di autori a me già nota per la loro narrativa scarna da artifici letterari, ma non per questo meno interessante.

Kiara Olsen mi aveva già colpito in maniera positiva con il suo “Tu non esisti”, un romanzo erotico noir che mi ha tenuta sulle spine fino alla fine. Ho adorato letteralmente “lui”, il dominante, il killer, il torturatore e tutto quello che si è inventata per coinvolgere un ipotetico lettore.

Andrea Lagrein, invece, l’ho sempre letto molto volentieri nei suoi brevi racconti, che lui chiama “frammenti di ritratto” o “acquerelli di vita reale” o “storie dalla Storia” o “nuances”; un ragazzaccio di quelli che vorresti prendere e strapazzare di coccole per via del velato e nostalgico romanticismo che mette in quasi tutto quello che scrive.

La storia in breve: Andrea è un compositore fallito, ubriacone e sessualmente insaziabile. Tanto quanto la donna che incontra una sera in un bar.  Tuttavia questa donna ha delle strane caratteristiche e si delineano man mano che si va avanti con la lettura. Il romanzo è ambientato ne “La città”, un maestoso agglomerato futuristico immaginario, che raccoglie tutto  il peggio dei nostri tempi. Da una parte la città con la ricchezza e l’ostentazione, dall’altra la povertà e le brutture di esistenze che per i “migliori” sono senza valore. La donna, Alyssia, in realtà (nella realtà futuristica descritta nel romanzo) è un “essere” che ha un appetito sessuale fuori dai normali canoni, che si vedrà costretta a inseguire un’anima, Andrea, pur di placare la propria fame; è sempre pronta a confrontarsi con qualunque tipo di problema pur di arrivare al nutrimento che brama. E in tutto il romanzo, velatamente o più evidente, c’è lui: il demonio, nelle vesti di Belial, che tira i fili di tutte le sue creature. In un crescendo di tensione, di sesso sfrenato, descritto in maniera eccelsa, di colpi di scena, si arriva alla fine in un soffio. Un finale triste e poi l’epilogo che potrebbe essere benissimo l’inizio di un nuovo capitolo.

Ho apprezzato molto il modo di esporre la storia. Scritto a quattro mani con un capitolo a testa si ha una visione della storia in due maniere ben distinte. Nei pochi capitoli scritti da entrambi la storia ha un ritmo così serrato che hai appena il tempo di riflettere  e immaginarti la scena.

“Appoggio la schiena al muro, mettendomi comoda. Le scritte pittoresche mi distraggono quel tanto che basta per impedirmi di venire troppo presto.”

Kiara Olsen nel primo capitolo delinea un po’ del suo personaggio: Alyssa. Con la sua scrittura asciutta e senza tanti fronzoli ci mette di fronte a una donna sfrontata, che fa del sesso la sua arma più affilata. Uomini o donne a lei poco importa, il suo motto sembra essere: godere a più non posso. La sua scrittura riesce a tenere il ritmo anche nelle scene erotiche, descritte in maniera piacevole, con termini che lasciano poco all’immaginazione. Tuttavia non è volgare ed è facile chiudere gli occhi, distaccarsi qualche istante e immaginare la scena. E’ coinvolgente anche quando descrive gli ambienti o gli altri personaggi del racconto, minuziosa nei particolari che non sono mai banali.

“Vent’anni fa, quando eravamo amici inseparabili, tu eri in rampa di lancio. Tutti avevano occhi solo per te. Eri l’astro nascente della musica, quello che sarebbe diventato il più grande compositore di tutti i tempi. E il piccolo sfigato Gabriel? Io vivevo nella tua ombra, ero il tuo portaborse, quello che si cibava delle tue briciole, dei tuoi avanzi, delle scopate che tu scartavi.”

Andrea Lagrein invece ci presenta il suo personaggio, che porta il suo stesso nome, come un uomo sfrontato, che nonostante il suo passato da stella nascente della musica si ritrova a subire la beffa del fallimento, sottolineata dalla figura di Gabriel, suo amico e collaboratore, che invece è diventato un leader de “La città”. La sua scrittura non si distacca molto da quella di Kiara, se non per qualche termine più ricercato, che non abbonda, ma c’è e fa la sua parte in maniera eccelsa. Anche Andrea fa uso di termini espliciti quando descrive il sesso e non sono mai fuori luogo.

Per entrambi: la storia non è banale ed scritta molto bene, coinvolgente, eroticamente interessante. A tratti è una rappresentazione cruda e drammatica di una condizione umana umiliata dalle difficoltà e dalle violenze quotidiane e caratterizzano un ipotetico  uomo del futuro, che si porta appresso i peggiori retaggi di un’umanità ormai dedita ai vizi. Il romanzo va da una narrazione che accentua le caratteristiche dei personaggi, ambienti e situazioni in maniera cruda e analitica, a una prosa più sostanziosa, intensificata da inquietudini più deliziosamente individuali.

Un romanzo dalle decise tinte forti per i contenuti erotici, ma che ho apprezzato particolarmente perché le ho sentite “giuste”. Giuste per gli argomenti e per lo stile che hanno scelto i due Autori.

Solo un appunto: avete comprato il termine “copioso” in 3×2 a qualche fiera lì a Milano? Perché quei “copioso” sono veramente tanti. E’ vero che io ormai sono in un’età che di “copioso” vedo ben poco, ma è vero anche che esiste il vocabolario dei sinonimi e contrari, nonché il tasto “cancella” in sede di revisione. Che dite? Sarà l’invidia a farmi parlare (come ha detto qualcuno commentando una delle ultime mie recensioni) oppure un po’ di ragione ce l’ho? Oppure è un must dell’erotismo e non se ne può proprio fare a meno? Il dubbio mi assale! Meglio mi sposti…