Martin & Radar- 8° e ultima parte

Non mi basta, voglio di più. Voglio sentire il suo sapore, prendere una parte di Lui e farla mia. Sentire il suo piacere in bocca, giocarci, godermelo e gustarlo.
«I tuoi mugolii mi fanno impazzire» sussurra Radar, spostando le labbra lungo il mio collo.
«Mmm… ti prego…»
Non so come faccia a capire sempre ogni cosa al volo, ma rotola al mio fianco e si appropria del telecomando, cambiando intensità e tipo di vibrazione.
E io mi avvento su di lui ruggendo come una tigre affamata.
Lo mordo, lo ingoio, lo desidero intensamente, mentre l’ovetto mi stimola senza sosta. E poi… la sua mano fra i capelli, morbida, delicata, le dita che mi accarezzano la nuca, giocano con i boccoli e all’improvviso stringono e mi schiacciano, togliendomi il respiro.
Mi sento sua, e Lui è mio.
«Non ancora, baby!» esclama, tirandomi su di lui.
Gli faccio la linguaccia, prima di accoglierlo in me. Sono così bagnata ed eccitata che riesco ad avere un orgasmo dietro l’altro.
Mi sa che sono drogata di me stessa.
«Perché non mi racconti la sessione con Martin?»
Cazzo! Ti sembra il momento?
«No, non ora, dai…» miagolo, contorcendomi. «Ti voglio!»
«Anch’io, tesoro mio… Ma racconta lo stesso.»
Lo odio quando dice così. E mi guarda così. E mi scopa così.
Lo dice con quel tono, mentre mi guarda con l’anima e fa l’amore con me.
E io non posso fare altro che dire no, stuzzicarlo e arrendermi. Perché ciò che voglio è Lui, proprio com’è.
Il mio racconto è intervallato da sospiri e gemiti, che lo rendono ancora più interessante. Ed eccitante. Finché entrambi non possiamo attendere oltre.
«Mi piaci da impazzire. Quando giochi sei davvero una puttana spudorata!»
Lo fisso negli occhi mentre il suo seme mi inonda la bocca, caldo e mio.
Lui è ciò che voglio.
«Sì, lo sono. E la prossima volta giocheremo insieme.»
«Concesso, amore mio.»
E poi la sua risata unica riempie la stanza e il cuore, e io so già che la vorrò sentire in eterno.